Pesto di foglie di ravanelli

Pesto di ravanelli 2

Avete presente tutti gli scarti alimentari che produciamo mentre prepariamo i nostri pasti? Anziché buttarli, potremmo invece trasformarli in altri piatti o snack gustosi.
Uno degli ortaggi più maltrattati in cucina nel periodo primaverile è sicuramente il ravanello. Gli tagliamo senza pietà i gambi, le radici, e gli strappiamo via le foglie. E invece anziché finire nella spazzatura, il suo fogliame verde potrebbe essere trasformato in decine di pietanze gustose.

Le foglie del ravanello, ugualmente alla sua radice dal colore rosso, sono commestibili e possiedono tante proprietà benefiche. Il modo più semplice di mangiarle è farne un gustoso pesto vegano. Basta lavare accuratamente le foglie, quindi pestarle in un mortaio insieme a uno spicchio d’aglio, i vostri semi preferiti e un po’ d’olio d’oliva, e poi conservare questa salsa in un barattolino. Se ne può preparare una porzione abbondante durante la stagione in cui è reperibile al mercato e poi congelarla. Non c’è nulla di più piacevole che, in una sera d’autunno, tornare a casa con la consapevolezza di poter godersi un piatto di pasta con il pesto alle foglie di ravanello, preparato con le proprie mani in una giornata piena di sole.

Ci sono molte ricette per il pesto alle foglie di ravanello al 100% vegetale: con la scorza di limone grattugiata, una manciata di lievito alimentare oppure aglio arrosto. Tutto dipende dalla vostra creatività e, semmai vi andasse a stufo una salsa di questo genere, potete utilizzare le foglie per la preparazione di zuppe, creme o stufati vegetali. Sono buonissime sbollentate insieme agli spinaci e servite come un semplice contorno verde o adattate come ripieno di crêpes o girelle salate. E chi fosse amante della cucina francese, può provare a preparare un flan a base di pasta sfoglia e le foglie di ravanello ricoperte da besciamella vegetale. Bon appetit!

Ingredienti per 4 persone:
400 gr di spaghetti integrali
2 mazzetti di foglie di ravanelli
½ bicchiere di mandorle pelate e tostate
¼ di bicchiere di olio
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone
2 cucchiai di spremuta di limone
1 avocado
sale qb
peperoncino qb

Procedimento:
In una pentola grande fate bollire l’acqua, quindi salatela e aggiungete gli spaghetti.
Preparate nel frattempo il pesto: tostate leggermente le mandorle stando attenti a non bruciarle (devono diventare dorate), quindi sminuzzatele con un coltello. Lavate le foglie di ravanelli, dopodiché mettetene la metà nel contenitore del vostro frullatore a immersione insieme all’olio, l’aglio, le mandorle tritate, la spremuta, la buccia di limone e l’avocado tagliato a pezzi. Frullate insieme tutti gli ingredienti, quindi aggiungete man mano restanti foglie di ravanelli e continuate a frullare.
Scolate gli spaghetti e serviteli con il pesto.

 Pesto di ravanelli con spaghehtti

Hummus di fave

Hummus

È ufficiale – l’hummus man mano sta conquistando i cuori e gli stomaci degli abitanti della Penisola appenninica. È sempre più facile trovarlo come condimento di veggie burgers in ristoranti locali, acquistarlo pronto al supermercato, dal venditore di kebab oppure farlo da sé a casa. Ma se questa volta, al posto dei ceci, usassimo legumi italiani, così facili da trovare in questo periodo nei mercatini locali?

La ricetta che vi propongo oggi non differisce molto da quella tradizionale – al posto dei ceci orientali basta usare fave e una manciata di erbe aromatiche o foglie di verdure novelle tritate grossolanamente. Le fave fresche si cuociono molto più rapidamente rispetto ai ceci e, una volta pronte, sono altrettanto facili da rendere in una purea senza grumi come altri legumi. Una volta frullati, non resta che aggiungere tahina chiara, spremuta di limone, aglio e, come tocco finale, una spruzzata di olio di alta qualità e buccia di limone grattugiata. Grazie a questi piccoli cambiamenti otterrete un altrettanto cremoso, denso hummus – l’unica cosa è che sarà un po’ più nostro, italianizzato.

Ingredienti:
2 bicchieri di fave cotte + 2 cucchiai per la guarnizione / 1 kg di fave fresche

½ bicchiere di salsa tahini chiara
¼ di bicchiere di spremuta di limone
2 – 4 cucchiai di acqua fredda
1 spicchio d’aglio

Per la guarnizione:
buccia grattuggiata di ½ limone
1 manciata di menta
olio extravergine
sale

Procedimento:
In una pentola grande fate bollire l’acqua, quindi aggiungete le fave. Cuocetele per 2 – 3 minuti, dopodiché aggiungete ½ cucchiaino di sale. Continuate a cuocere per qualche altro minuto fino a quando le fave non diventeranno morbide.

Scolate le fave, quindi risciacquatele con acqua fredda.

Mettetene da parte 2 cucchiai per decorare il piatto finale.

Mettete le restanti fave nel contenitore del vostro frullatore a immersione insieme all’acqua, l’aglio sminuzzato, il succo di limone, la tahini e un po’ di sale, dopodiché frullate il tutto fino a ottenere una salsa molto liscia.

Una volta pronta, aggiustatela di sale, irroratela con l’olio e spolveratela con buccia grattugiata di limone e foglie di menta sminuzzate.

Servite l’hummus con le vostre verdure preferite o con del buon pane integrale.

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Muffins di miglio con porri e mandorle

Mini polpettoni 2

Vi ricordate la ricetta per il polpettone di cannellini con pera e arachidi che ho postato quest’inverno? Se l’avete preparato e vi è piaciuto tanto quanto a me, ho una buona notizia: il meglio deve ancora venire!

L’impasto di questi mini polpettoni vel. muffins sarà uno dei migliori che voi abbiate mai mangiato. Si gusta ancor meglio con qualche scaglia di mandorla leggermente tostata: presentato così va servito come antipasto; va benissimo sia da solo sia su una bruschetta.

I polpettoni tradizionali vanno di solito cotti in stampi rettangolari oppure in teglie per il pane, ma stavolta li inforneremo in uno stampo per i muffin. Otterrete così mini poltettoni che si cuoceranno più velocemente e si raffredderanno molto prima di quelli tradizionali. Saranno più carini se prima di infornarli li decorerete con qualche mirtillo esiccato e rosmarino: viste le festività nei giorni a venire, ci può essere un’idea migliore di preparare un antipasto così carino senza grandi sforzi?

Ingredienti:
2 bicchieri di miglio cotto
3 porri (solo parte bianca)
3 cucchiai di olio
¾ di bicchiere di mandorle
½ – ¾ di bicchiere di latte di mandorle
2 cucchiai di salsa di soya

1 cucchiaino di  buccia di limone grattuggiata
un pizzico di noce moscata grattuggiata
¼ di cucchiaino di peperoncino
sale e pepe macinato al momento qb

Per decorare:
qualche rametto di rosmarino fresco
mirtilli essiccati
olio EVO
mandorle in scaglie

Procedimento:
Su una padella antiaderente tostate le mandorle fino a quando non diventano leggermente dorate (attenti a non bruciarle!). Una volta raffreddate, macinatele in un tritatutto fino a ottenere una farina grossolana.
Su un’altra padella scaldate leggermente l’olio. Tagliate i porri a rondelle e soffriggeteli fino a quando non diventano trasparenti. Aggiungete il latte di mandorle e fate cuocere il tutto per 2 – 3 minuti sul fuoco basso fino a quando non si riduce.
Mettete nel contenitore del vostro frullatore a immersione i porri cotti nel latte insieme al miglio, le mandorle tritate, la salsa di soya, la noce moscata, il peperoncino, quindi rendete in purea fino a ottenere una salsa liscia. Qualora risultasse troppo asciutta, aggiungete pian piano qualche altro cucchiaio di latte di mandorle. Aggiustate di sale e pepe macinato al momento.
Preriscaldate il forno a 180 gradi. Preparate lo stampo per muffin: potete ungerli con olio e spolverarli con pan grattato oppure usare pirottini di carta. Disponete l’impasto dei polpettoncini nello stampo, in ognuno mettete qualche mirtillo e un rametto di rosmarino, e infornate per 25 – 30 minuti fino a quando non saranno leggermente dorati.
Servite con scaglie di mandorle leggermente tostate e un filo di buon olio di oliva.

Mini patties 1

Torta al triplo cioccolato

Decandente torta pezzo

“Quando lo stress e gli impegni, e i pensieri, e le brutte notizie, e le cose da fare prendono il sopravvento, mettevi a fare una torta: seguire una ricetta passo a passo permette di non divagare con il cervello e crogiolarsi in pensieri nefasti. Non solo. I movimenti utilizzanti per fare torte (mescolare, mescolare, impastare, impastare) sono simili agli altri più famosi mitigatori di stress (comportamenti rituali e ripetitivi) come lavorare a maglia o stringere la pallina antistress.
E ancora. Le giornate sono oramai scandite da un minimo di otto ore davanti al computer e, pensateci bene, raramente abbiamo, a fine giornata, qualcosa di tangibile che dimostri a noi stessi (e agli altri) il risultato del nostro lavoro. La cottura al forno è l’antitesi di questo. È fisica. Metodica. Non può essere affrettata. E tremendamente rassicurante: se segui una ricetta passo passo ha un risultato garantito (o quasi). Insomma, non ti tradisce, è semplice e – grazie al cielo – prevedibile.”

A questa citazione aggiungo soltanto che, una volta addentata, questa decadente, fortemente cioccolatosa torta ad ogni successivo morso si gusta sempre meglio; il suo aspetto è una gioia per gli occhi, il profumo risveglia l’appetito e il gusto introduce al paese della sublime lussuria… State dunque attenti a chi la servite perché rischiate di avere sulla coscienza qualche carnivoro ancora titubante sulla pasticceria vegana.

Ho usato una tortiera dal diametro di 22 cm

Ingredienti per la torta:
3 bicchieri di farina 00
2/3 del bicchiere di cacao amaro
2 cucchiaini di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di sale
2 bicchieri di latte di soia
2 cucchiai di aceto di mele
2/3 di olio di cocco sciolto (o di un altro olio)
¾ di bicchiere di zucchero di canna (o di più se vi piace)

Ingredienti per la crema:
1 bicchiere di purée di zucca arrosto (in alternativa di carote o anche batate)
¼ di sciroppo d’acero o di un altro preferito
3 cucchiai colmi di burro d’arachidi
¼ di bicchiere di cacao amaro

Ingredienti per la ganache:
100 gr di cioccolato fondente
1/3 di bicchiere di acqua
1 cucchiaio di sciroppo d’acero

Inoltre, per inzuppare la torta:
1 dose di caffè espresso mescolata con 100 ml di alcol

Procedimento per la torta:
Preriscaldate il forno a 180° e preparate una tortiera rotonda dal diametro di 22 cm circa con il bordo rimovibile. Spruzzatela con olio vegetale e ricopritela con la carta da forno.
Settacciate la farina e il bicarbonato, aggiungete il cacao e il sale. In un’altra ciotola mescolate insieme il latte di soia con l’aceto, quindi mettete da parte per 10 minuti; una volta passato il tempo necessario aggiungete l’olio e lo zucchero, mescolando con cura il tutto.
Nella ciotola con gli ingredienti secchi aggiungete pian piano la miscela di oleosa mescolando delicatamente fino a ottenere un impasto omogeneo. Una volta incorporatisi gli ingredienti, finite di mescolare (!), altrimenti rischiate di ottenere torte basse.
Versate l’impasto nella tortiera nella maniera seguente: se utilizzate una tortiera dal diametro di 18 cm, versate solo 1/3 dell’impasto; se avete intenzione di far cuocere la vostra torta in una tortiera dal diametro di 22 cm, versatene la metà. Inserite la tortiera nel forno e cuocete per 18 minuti nel caso della tortiera più piccola, oppure 23 minuti qualora aveste utilizzato quella più grande. Una volta passato il tempo necessario, fate la prova dello stecchino: se risulta pronta, toglietela dal forno, fatela raffreddare e toglietela delicatemente dalla tortiera. Agite nella maniera analoga con l’impasto residuo.

Procedimento per la crema:
Mentre le vostre torte si staranno cuocendo, preparate la crema. Frullate il purée di zucca arrosto (o di carote o batate) insieme al burro d’arachidi e lo sciroppo. Una volta incorporati gli ingredienti, aggiungete il cacao e mescolate per bene il tutto, quindi mettetelo in frigo.

Procedimento per la ganache:
In un pentolino piccolo, scogliete l’acqua insieme al cioccolato e sciroppo. Appena inizierà a gorgogliare, mescolate la ganache fino al completo scioglimento della cioccolata. Togliete dal fuoco e mettete da parte.

Finale:
Una volta raffreddate le torte, disponete la prima sul piatto che l’ospiterà e spruzzatela con con un terzo (o la metà) della bagna, quindi spalmatelo di crema alla zucca. Coprite con un altro disco che bagnerete a sua volta (e, in caso, spalmatelo di un’altra dose di crema, ricoprendolo successivamente con la terza torta). Aiutandovi con una spatola ricoprite interamente la torta  con la ganache. Spolveratela con un pizzico di cacao et voilà!

Decadente torta al triplo cioccolato 6