Categoria: Viaggi & luoghi

Baguette vietnamita bahn mi con tofu e arachidi

Alzi la mano chi è, come lo sono io, un* grande amante della cucina asiatica! Non sono ancora stata in tutti i Paesi del sud-est asiatico, ma, quando posso, viaggio in quelle parti del mondo attraverso la cucina. Questo vale anche per i panini vietnamiti báhn mi che, una volta addentati, mi trasportano come dincanto in Vietnam!

Il panino báhn mi è, in verità, un’eredità del governo francese nel Vietnam. Per chi non lo sapesse, vorrei ricordare che dalla metà del XIX secolo, il Vietnam è stato occupato dalla Francia e incluso nella creazione coloniale denominata Indocina francese. Quindi, in pratica, il báhn mi non è altro che una baguette francese farcita con ingredienti asiatici, quali: carote sott’aceto, daikon (sostituibile con del ravanello o peperone), cetriolo ed erbe aromatiche fresche. Per quanto riguarda l’elemento più sostanzioso, in chiave vegetale si può usare funghi, tempeh, granulato di soia, jackfuit oppure, come nella ricetta di oggi, tofu passato in padella. Inoltre, per rendere la ricetta più speedy, non marineremo verdure sott’aceto ma le useremo fresche, irrorando poi il tutto con una golosa salsa di arachidi e lime.

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Luoghi di perdizione vegan a Reykjavík

Vista su Reykjavik dalla chiesa Halligrimskirkja

Se vi si chiedesse della tradizionale cucina islandese che cosa vi verrebbe in mente? Fatemi indovinare: skyr, pesce essiccato, squalo putrefatto, bistecca di balena e zuppa di aragosta?! Se la vostra risposta è una di queste, dovete preparare uno zaino e partire al più presto per un viaggio culinario a Reykjavík!

In effetti, ancora qualche anno fa, lo scenario gastronomico islandese in chiave vegan non era molto ricco. Recentemente, però, la situazione è cambiata e si può andare nella piccolissima capitale islandese per vivere un’esperienza vegan davvero indimenticabile.

Nonostante il fatto che a Reykjavík operino solo tre ristoranti al 100% vegani, ce ne sono parecchi ristornati vegetariani, per non parlare di molteplici punti ristoro vegan-friendly (lo è praticamente ogni ristorante onnivoro). È, dunque, possibile non solo pranzare e cenare mangiando bene e salutare, ma anche fare una bella colazione vegan in quanto i vari coffee shops (la cultura del caffé è qui molto diffusa e ben radicata) e ristoranti hanno nei loro menù latte vegetale (con una possibilità di scelta tra il latte di soia, avena e mandorle!) e dolcetti senza derivati animali. Tra un pasto e l’altro potete fare un salto in qualsiasi supermercato, anche il più piccolo, perché lo troverete ben preparato per i turisti vegan: potrete acquistarci non solo wraps e panini vegan ma anche salse, stuzzichini e dolciumi al 100% vegetali che letteralmente vi salveranno la vita quando vi recherete nel deserto hinterland islandese.

Allora? Pronti per una buonissima gita su quest’isola distante?

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Nasi goreng: riso in padella all’indonesiana

Se siete amanti della cucina indonesiana, sicuramente vi siete imbattuti nel nasi goreng, una delle ricette simbolo di questo Paese. 
Chi non l’ha ancora assaggiato né ne abbia mai sentito parlare deve sapere che nasi goreng significa “riso fritto”, anche se al dire il vero è bollito e poi passato in padella. Nonostante questa terminologia alquanto umile, è un piatto a dir poco fantastico: è squisito, leggero e al tempo stesso molto nutriente e saziante e per di più se ne può facilmente fare una versione vegana! 

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Il migliore Pad Thai con arachidi e anacardi

Visto che tempo fa ho viaggiato per oltre 2 mesi per il sud – est asiatico, tanti di voi potranno pensare che l’idea per la ricetta di oggi sia nata in Thailandia, e invece no! Perché il migliore Pad Thai vegano l’ho mangiato e poi cucinato in … Islanda! Sì, questa ricetta è stata creata proprio quando lavoravo al Kaffi Vìnyl (il café piú cool e hipster di tutta Reykjavík, nonché il primo locale al 100% vegan in tutta l’Islanda). Essendo stato il piatto simbolo di quel posto, l’ho cucinato migliaia di volte, ma non mi ha mai stancata, anzi. E dopo aver assaggiato molte versioni di Pad Thai vegano anche in Thailandia, posso affermare con certezza che la ricetta che troverete qua sotto -ispirata dalla sua versione islandese- è davvero la migliore che io abbia mai assaggiato!

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Luoghi di perdizione vegan in Marocco

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Chi mi segue su social (Instagram e Facebooksa che quest’inverno mi sono fatta migliaia di km viaggiando per città e campagne marocchine alla ricerca di ricette di pietanze locali al 100% veg (saporitissime zuppe come la harira e la loubia, aromaticissimi tajin, e golosissimi msemen), nonché per imparare a servire dell’ultra dolce thè alla menta con datteri freschi e dolciumi a base di frutta secca. Come al solito, l’obiettivo di questo viaggio era venire a conoscere autentici sapori locali e poter poi mostrare che, pur andando in posti sperduti, è possibile rimanere vegan senza dover scendere a compromessi. Ci sarà chi stenta a crederci, ma giuro che è vero: non solo in famose città ma anche nei villaggi delle montagne Atlas o nei campeggi in Sahara è più facile mangiare vegan che vegetariano! Se vi andasse dunque di fare un viaggio all’insegna di escursioni in paesaggi vergini e venire a conoscere l’autentica e più genuina cucina locale, vale la pena di farsi tutti quei km e allontanarsi dagli affollatissimi centri metropolitani.

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“Vegan è chic” al VeganFest

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Tutto è iniziato a maggio del 2013 quando ho pubblicato su questo spazio la mia prima modesta ricetta per la tofucake al mango. L’idea di convidere i miei esperimenti culinari si basava sulla voglia di far dimostrare quanto può essere affascinante e divertente il mondo delle piante, senza grandi ideologismi.

Un paio di anni dopo, una certa meravigliosa Martina mi ha inviato dalla parte della Newton Compton la proposta di pubblicare un libro di cucina. Le condizioni erano semplici: il libro doveva contenere oltre 200 ricette al 100% vegetali e io, in una massima libertà, potevo scegliere la struttura dell’opera, le ricette, nonché fare da food stylist e fotografa. Mi pareva un sogno, in quanto da un bel po’ non desideravo altro! Ho accettato la proposta e, per oltre 6 mesi, mi sono dedicata alla cucina, scrittura, fotografia e tutti gli altri lavori che spettavano a una futura autrice di un libro di ricette.

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Luoghi di perdizione vegan a Varsavia

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Fino a oggi sul blog potevate consultare solo un paio di mini guide gastronomiche di due meravigliose capitali europee, Berlino e Londra. Adesso vi propongo un goloso giro per le vie di Varsavia, una città che per aperture di nuovi punti ristoro vegan, batte addirittura Los Angeles. Sembra incredibile ma è vero: sulla mappa gastronomica di Varsavia ogni mese spuntano nuovi ristoranti, burgerie, bar, fast food joints, e altri locali con il menu al 100% veg!

Di seguito vi propongo alcuni dei posti che ho preferito, che in città come New York o Berlino non tarderebbero a diventare dei veri cult. Se andrete a Varsavia, vi garantisco che rimarrete stupefatti non solo dalla bontà della cucina vegana in chiave polacca ma anche dalla creatività di alcuni nostri chef.

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Luoghi di perdizione vegan a Londra

London

Se siete vegan e state pensando dove passare un bel fine settimana senza preoccupazioni di trovare posti giusti in cui mangiare, Londra è il posto che fa per voi! Questa città è la capitale non soltanto della gastronomia del Regno Unito di Gran Bretagna e della moda urbana (ovunque si vada, ci si imbatte in un cafè in voga, bistrot movimentati e ristoranti dalla fama mondiale), ma è anche un posto molto vegan friendly!

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Luoghi di perdizone vegan a Berlino

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Vi piacerebbe avere quotidianamente la possibilità di prendere un soiaccino in ogni bar in cui entrate oppure mangiare burgers vegetali con bacon vegano in qualsiasi fast food in cui vi imbattete? Vorreste poter tranquillamente ordinare calamari di tapioka, bagles con avocado e frittata di tofu e uno tra decine di dessert crudisti, il tutto da portar via? E che cosa direste se fosse all’ordine del giorno farsi portare a casa pizza con filante mozzarella di riso? No, questa non è fantasia ma pura realtà – basta andare a Berlino.

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