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Spiedini con salsa satay alle mandorle

Spiedini top top top

Con l’arrivo della bella stagione, tanti organizzano brunch, pranzi, e cene all’aperto a base di grigliate. Mentre gli “onnivori” preparano le loro classiche pietanze, anche vegani e vegetariani, non facendosi mancare nulla, possono portare in tavola semplici e colorati spiedini a base di tofu e verdure croccanti, perfetti da cuocere su un BBQ!

Chi è solito fare grigliate, sa bene che le pietanze così cotte sono ancora più golose e accattivanti se accompagnate da qualche salsa. Ed è proprio qui che arrivo io, proponendovi di servire gli spiedini di tofu e verdure con un’ultra golosa e nutriente salsa satay!

L’idea per questa ricetta arriva dritta dritta da Bali, dove ho passato quasi 3 settimane divorando un giorno sì e uno no spiedini di tempeh con salsa satay. Originariamente, la salsa satay è un condimento a base di arachidi tritati, foglie di lime, peperoncino e latte di cocco. Non è ancora molto diffusa in Italia ma, se siete amanti della cucina asiatica o semplicemente cercate nuove esperienze culinarie, sono certa che ne andrete matti!

Anche se la versione originale è deliziosa, oggi voglio proporvi una variante più semplice e “italiana”, sostituendo gli arachidi con un’eccellenza locale quali sono le mandorle! La salsa realizzata con questo tipo di frutto a guscio è davvero squisita e si abbina perfettamente non solo agli spiedini di tofu, ma anche a tempeh fritto, insalate, verdure o patate cotte al forno. 

Ingredienti per 12 spiedini

Per gli spiedini di verdure e tofu:
500 gr di tofu
5 cucchiai di olio
250 gr di pomodorini datterino
1/2 zucchina
1 peperone rosso
1 peperone arancione

12 cipollotti
12 stecchi per spiedini

Per la marinata di 500 gr di tofu:
spremuta di 1 lime
6 cucchiai di salsa di soia chiara
1 cucchiaio di malto di riso (o di un altro dolcificante)

Per la salsa satay:
1 pezzo da 2 cm di zenzero fresco
1 spicchio d’aglio
1 scalogno
1 peperoncino fresco (o di più se vi piace il piccante)
1 manciata di coriandolo fresco (gambi e foglie)
5 cucchiai di mandorle tostate
3 cucchiai di olio
150 ml di latte di cocco grasso
100 gr di burro di mandorle (non dolcificato)
1/3 di bicchiere di acqua fredda
1 – 2 cucchiai di zucchero di canna o di cocco
5 cucchiai di salsa di soia chiara
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

spremuta di 1/2 lime

Per decorare:
2 manciate di foglie coriandolo fresco

Procedimento:
Iniziate mescolando in una tazza tutti gli ingredienti per marinare il tofu.
Tagliate il tofu a cubetti da 2 – 3 cm, quindi mettetelo in un contenitore con coperchio, irroratelo con la marinata, facendo attenzione a coprirlo bene. Fate riposare in frigo per almeno 2 ore (più riposerà, meglio sarà). Se avete tempo, mescolatelo di tanto in tanto.
Lavate e asciugate i pomodorini, la zucchina e i peperoni. Tagliate la zucchina a mezzelune non troppo spesse, in modo da farle cuocere facilmente, quindi aprite i peperoni per eliminarne i semi e tagliateli in cubetti grossolani. Private i cipollotti dalla parte verde, quindi ripuliteli dalle foglie esterne. Se sono piccoli potete lasciarli interi, altrimenti tagliateli a metà o in quarti.
Una volta passato il tempo necessario per la marinatura del tofu, scaldate bene bene una padella antiaderente, e poi versate i 3  – 4 cucchiai d’olio e friggete il tofu, cercando di dorare i cubetti su ogni lato. 

Componete gli spiedini infilando le verdure: iniziate dai pomodorini (interi), quindi le mezzelune di zucchine, il peperone, i cipollotti, quindi il tofu fritto. Completate gli stecchi a piacere regolandovi in base alla loro lunghezza.
Trasferite gli spiedini in una teglia da bbq e spennellateli con la marinata per il tofu rimanente, quindi cuocete su una griglia (in alternativa su una padella a griglia o al forno già caldo a 200 gradi) per circa 20 – 30 minuti o compatibilmente con lo spessore degli ingredienti dei vostri spiedini.
Una volta cotti, serviteli irrorati con la golosissima satay di mandorle e decorare con foglioline di coriandolo fresco. 

Procedimento per la satay:
Pelate lo zenzero e l’aglio, e poi private lo scalogno dalle foglie esterne, quindi versateli con il peperoncino, il coriandolo e le mandorle nel contenitore di un robot da cucina. Lavorate fino a ottenere una salsa molto grossolana.
Fate riscaldare l’olio in un pentolino, quindi aggiungete la salsina che avete appena realizzato e fatela friggere su fuoco molto lento per 2 – 3 minuti (attenti a non bruciarla però!). Aggiungete gli ingredienti restanti della satay tranne che la spremuta di lime, quindi cuocete a fuoco molto basso mescolando per tutto il tempo. Una volta che tutti gli ingredienti si saranno amalgamati bene e la salsa risulterà bella liscia, togliete il pentolino dal fuoco. Aggiungete il succo di lime e mescolate.
Assaggiate e, se necessario, aggiungete un altro cucchiaio di salsa di soia. 

Una volta pronta, versatela in un barattolino di vetro. In questo modo potrete conservarla in frigo per qualche mese.

spiedini prima

Spiedino

Salsa senza uova

Salsa senza uova

Vista la Pasqua in arrivo, tanti di voi avranno già progettato un menu per questa festività avendo molte idee in testa, alcuni invece penseranno che sarà un’occasione difficile da affrontare per vegetariani e vegani. Nulla di più sbagliato, però!

Avendo uno spirito vagabondo, sono anni che non passo Pasqua a casa, ma non vuol dire che non l’abbia festeggiata. Ogni anno realizzo delle ricette sfiziose e molto semplici, perfette per chi non ha tempo o voglia di cucinare, ma non vuole rinunciare a mangiare bene e in modo salutare. Ecco allora che vi propongo una ricetta che potrete utilizzare per un facile antipasto e che è allo stesso tempo, un piatto che facile da trasportare e mangiare durante una gita. La salsa che vi consiglio oggi riesce, infatti, a soddisfare molti dei summenzionati criteri: il suo gusto è davvero delizioso e ricorda un po’ quello delle uova (cosa da non sottovalutare nel periodo pasquale), prevede ingredienti reperibili in qualsiasi Paese ed è super veloce da realizzare.

Tanti di voi avranno visto in giro ricette per salse senza uova a base di tofu e sale kala namak ma, personalmente, non ne ho trovata ancora una che mi soddisfi a pieno, poiché la loro realizzazione è sia costosa sia complessa, data la difficile reperibilità degli ingredienti. Grazie a questa ricetta non avrete bisogno di andare in cerca del sale kala namak, perché il segreto di questa salsa sono … i ceci! Sì, proprio i ceci in scatola e la loro acqua, abbinati ad altri altrettanto semplici ingredienti, sono in grado di creare questa perfetta, leggera e delicata salsa che ricorda il gusto delle uova.

E se la servirete su una bruschetta, un plum-cake salato o un ciambellone di Pasqua spruzzata di peperoncino frantumato ed erba cipollina tagliata finemente, chiunque vi considererà un genio culinario!

Ingredienti:
1 scatoletta di ceci
2 coste di sedano
2 piccoli cipollotti (parte bianca e verde)
1/2 mazzetto di prezzemolo
1/2 cucchiaino di curcuma
1 pizzico di peperoncino
pepe nero macinato al momento qb
sale grosso qb

Per la salsa all’acqua di ceci:
acqua dei ceci
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
3/4 di cucchiaino di senape
1 cucchiaino di sale grosso
1/4 di cucchiaino di malto di riso o di un altro dolcificante
1 tazza e 1/2 di olio evo
3 cucchiai di lievito alimentare (in alternativa)

Procedimento:
Aprite la scatoletta con i ceci, quindi versate tutta la loro acqua nel contenitore del vostro frullatore a immersione.

Preparate la salsa aggiungendo all’acqua dei ceci l’aceto, la senape, il sale e il malto, quindi frullate per 4 – 5 minuti. Sempre frullando, versate pian pianino l’olio. Cercate di non smettere mai di frullare mentre aggiungete l’olio. Il risultato finale deve essere una salsina ben compatta a mo’ di maionese. Qualora non venisse così, mettetela in frigo per 2 ore, dopodiché rifrullate tanto quanto necessario per farla addensare.

Versate i ceci in un contenitore dal fondo piatto e poi schiacciateli con i rebbi di una forchetta.
Preparate nel frattempo gli ingredienti restanti: tagliate le coste di sedano e i cipollotti a fettine fine fine e tritate quanto più finemente possibile il prezzemolo. Aggiungete ai ceci gli aromi, la curcuma, il peperoncino, il pepe e il sale. Mescolate bene. 

Quando i ceci si saranno raffreddati, aggiungete 2/3 di tazza di salsa all’acqua di ceci. Rimescolate, assaggiate e, se necessario, aggiungete sale e pepe.

La restante salsa può essere utilizzata al posto della classica maionese per condire altre pietanze di Pasqua, altrimenti conservatela in frigo fino a 2 settimane.

Salsa senza uova 1

SSU top

Tom Kha: la zuppa al cocco per eccellenza

Tom Kha finale 1

Visto il successo della crema di carote con tocco thai che ho condiviso tempo fa, mi piacerebbe ora farvi conoscere la ricetta di un’altra zuppa a base di cocco e spezie, meglio conosciuta come Tom Kha. Imparare a fare questa crema aromatica e piccante è stato uno dei motivi che mi ha portata in Thailandia. Voi, però, non dovrete partire per quelle terre per capire come realizzarla in versione vegan, ma, grazie alla ricetta che vi darò, d’ora in poi potrete tranquillamente cucinarla a casa vostra.

Per realizzare la Tom Kha impiegherete circa 20 minuti, l’unica difficoltà potrebbe essere reperire tutti gli ingredienti base. Li potrete senz’altro trovare in un negozio di cibo orientale oppure ordinarli on-line. La lista degli ingredienti vi potrà sembrare lunga, ma vi assicuro che vale la pena di comprare tutto il necessario perché, una volta che avete fatto la vostra prima Tom Kha, ve ne innamorerete perdutamente e diventerà un piatto fisso nel vostro menu quotidiano, e potrebbe crearvi dipendenza! Siete avvisati!

Tip: il successo della zuppa sta nel cuocere il latte di cocco a lungo a fuoco molto basso; l’ordine in cui vanno aggiunti gli ingredienti è importante, in quanto quelli più importanti devono cuocersi più a lungo, attribuendole una ricchezza di aromi, nonché una consistenza vellutata.

Ingredienti per 6 porzioni:
1 pezzo di zenzero lungo 7 cm
5 steli di lemon grass
2 lattine da 400 ml di latte di cocco
400 ml di acqua
1 cipolla dorata
3 spicchi d’aglio
1 peperoncino fresco
1 pomodoro fresco
15 foglie essiccate di lime
¼ di foglio di alga nori
½ cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
1 mazzetto di coriandolo
1 – 2 cucchiai di salsa di soia chiara
spremuta di 1 lime

Per servire:
250 gr di tofu
250 gr di funghi pleurotus
1 zucchina (o/e altra verdura)

foglioline di coriandolo
1 lime tagliato in quarti
fettine di peperoncino fresco

Procedimento:
Pelate lo zenzero, quindi tagliatelo a fettine. Pulite il lemon grass togliendogli le foglie esterne, quindi, servendovi di un coltello, schiacciatelo partendo dalla sua base.
Mettete lo zenzero e il lemon grass in una grande pentola, quindi versate il latte di cocco e l’acqua, e cuocete a fiamma bassa.
Sbucciate la cipolla e tagliatela a fette; sbucciate l’aglio; tagliate a fette il peperoncino; lavate il pomodoro e tagliatelo in spicchi; staccate le foglioline di coriandolo dai suoi gambi. Quando il latte di cocco inizia a bollire, aggiungete la cipolla, l’aglio, il peperoncino, il pomodoro, le foglie di lime, l’alga nori, il sale, lo zucchero, e i gambi di coriandolo (le foglioline vi serviranno per decorare i piatti). Mescolate e coprite la pentola con un coperchio e cuocete a fuoco molto basso per 30 minuti.
Preparate il tofu: tagliatelo a cubetti e friggetelo in qualche cucchiaio d’olio su ogni lato.
Lavate i pleurotus, poi tagliateli a strisce, quindi friggeteli in una padella con un filo d’olio.
Lavate la zucchina e tagliatela a mezzelune, quindi cuocetela al vapore o passatela in padella (separatamente dal tofu e dai funghi).
Una volta cotta la zuppa, servendovi con un setaccio, scolatela versando il contenuto in un’altra pentola. Conditela con la salsa di soia e, pian piano, aggiungete la spremuta di lime. Mescolate e assaggiate: dev’essere un po’ dolce e solo un pochino agre, per questo è importante aggiungere la spremuta pian piano. Mettete il tofu, i funghi e la zucchina in ciotoline, quindi versate la zuppa.
Servitela decorata con foglioline di coriandolo, fettine di peperoncino e spicchi di lime.

Tom Kha top

Tom Kha - setacciata

 

Luoghi di perdizione vegan in Marocco

colazione

Chi mi segue su social (Instagram e Facebooksa che quest’inverno mi sono fatta migliaia di km viaggiando per città e campagne marocchine alla ricerca di ricette di pietanze locali al 100% veg (saporitissime zuppe come la harira e la loubia, aromaticissimi tajin, e golosissimi msemen), nonché per imparare a servire dell’ultra dolce thè alla menta con datteri freschi e dolciumi a base di frutta secca. Come al solito, l’obiettivo di questo viaggio era venire a conoscere autentici sapori locali e poter poi mostrare che, pur andando in posti sperduti, è possibile rimanere vegan senza dover scendere a compromessi. Ci sarà chi stenta a crederci, ma giuro che è vero: non solo in famose città ma anche nei villaggi delle montagne Atlas o nei campeggi in Sahara è più facile mangiare vegan che vegetariano! Se vi andasse dunque di fare un viaggio all’insegna di escursioni in paesaggi vergini e venire a conoscere l’autentica e più genuina cucina locale, vale la pena di farsi tutti quei km e allontanarsi dagli affollatissimi centri metropolitani.

Se vi recherete nell’hinterland marocchino durante il periodo invernale come ho fatto io, siate preparati ad affrontare non solo il freddo delle montagne, ma anche percorsi abbastanza deserti. È un fatto positivo e da non sottovalutare per coloro che volessero fare conoscenze più profonde con mercanti e cuochi locali, in quanto avranno più tempo a loro disposizione.

Chi invece è alla ricerca di cibi locali nelle grandi città come Agadir, Taghazout, Essaouirra, Marrakech o Fez non può non visitare i mercatini locali. È proprio in quei pulsanti centri commerciali che vi imbatterete in venditori di cornetti ripieni di fave e di ceci con spezie e menta fresca, olive con limoni marinati, msemen (crêpes sfogliate a base di farina, acqua e olio argan), pancakes di semola, melanzane arrosto alle spezie servite con falafel, nonché svariati dolciumi.

E se per caso viaggerete dal sud verso Marrakech, non mancate di passare per Essaouira e andate a visitare Shyadma’s, un vero e proprio slow food marocchino! Una volta arrivati, dovrete aspettare come minimo un’ora per essere serviti per cui se ci capitate a cena e vorrete ordinare più di un piatto, fate in modo di potervi dedicare gran parte della vostra serata. Nonostante la lentezza del luogo, vale la pena di attendere perché una volta addentato un pezzo di loro tajin di lenticchie alle spezie, olive e limoni marinati o mela cotogna alla cannella avrete realizzato una delle vostre migliori scoperte culinarie… ♥ 

Foodies are gonna foodTipica colazione marocchina: pancakes di semola e msemen

BananeBanane dal mercatino locale

Colazione all atayaColazione con msemen, marmellata di pesche e … burro di mandorle con olio di argan ♥ 

DolciumiDolciumi a base di frutta secca

HariraCremosissima harira (da notare datteri freschi con cui viene servita)

Henna caffeLunch all’Henna Café a Marrakech

LoubiaLoubia: comfort food marocchino per eccellenza 

0C4A7145-4D21-4639-9E04-629B9F63252AVerso il confine tra sogno e realtà

Luoghi di perdizione vegan a Londra

London

Se siete vegan e state pensando dove passare un bel fine settimana senza preoccupazioni di trovare posti giusti in cui mangiare, Londra è il posto che fa per voi! Questa città è la capitale non soltanto della gastronomia del Regno Unito di Gran Bretagna e della moda urbana (ovunque si vada, ci si imbatte in un cafè in voga, bistrot movimentati e ristoranti dalla fama mondiale), ma è anche un posto molto vegan friendly!
Quando partirete per questa meravigliosa metropoli, vi accorgerete subito che un pasto vegan può essere tranquillamente ordinato nei ristoranti tradizionali oppure, ancor meglio, è possibile chiedere di veganizzare alcune pietanze presenti nel menu. Qui il veganesimo non è così diffuso come a Berlino, ma il personale capisce perfettamente che cosa significa ed è di molto aiuto nell’organizzare un piatto al 100% vegetale. È abituale ordinare a colazione un porridge di quinoa o pudding di semi di chia accompagnato da un cappuccino al latte di mandorle; a pranzo nessuno si meraviglierà se chiederete di abbinare al vostro piatto del riso integrale al posto delle patatine fritte o se chiederete di prepararvi un’insalata di cavolo riccio da portare via…

Nonostante questa apertura mentale e la possibilità di scelta di pietanze vegetali presso ristoranti e bar tradizionali, vi consiglio caldamente di andare a trovare direttamente punti ristoro vegan. Qui mi rivolgo soprattutto a tutti gli amanti del crudismo, perché in loco sono presenti numerevoli ristoranti con il raw food. E, se aveste voglia di mangiare anche pietanze calde, assaggiare svariati e onnipresenti burgers, dessert deliziosi, menu con migliori colazioni al mondo, il tutto in veste vegan, non pensateci a lungo ma fate la valigia e partite per l’arcipelago brittannico!

Wild Food Café Neal’S Yard 14, Convent Garden, WC2H 9DP: al primo piano di un colorato edificio si trova il ristorante crudista da cui ho iniziato il mio viaggio gastronomico e che ha conquistato immediatamente il mio cuore. Appena varcata la sua soglia si capisce che è un posto che serve il cibo fatto con amore. Oltre a tanti centrifugati, frullati, antipasti (tra cui olive buonissime), e insalate, serve tre magnifiche portate principali che vi lasceranno indecisi su cosa scegliere; alla fine è meglio una pizza crudista, un burger di olive e funghi fermentati accompagnato da batate arrosto o un falafel di pistacchi? E i loro dessert, oh mamma mia, non vi dico quanto sono salutari e indulgenti, li dovete assaggiare per capire di che cosa sto parlando!

London WFC

InSpiral Lounge Camden High Street 250, Camden Town, NW1 8QS: se vi va di perdere la testa solo a guardare il menu, sapete dove andare! Ho scoperto questa caffetteria, nonché bar con cibo biologico grazie ai consigli dell’amabile staff di Wild Food Café, in quanto il migliore in città. Il posticino sito in riva al Regent’s Canal non solo serve una varietà quasi innumerevole di pietanze vegan e crudista, ma vende anche al dettaglio le loro incredibili chips di cavolo nero (a mio modesto avviso quelle al gusto di rafano e fichi fanno impazzire). Oltre ai classici della cucina raw, a pranzo e a cena potete ordinare pizza di semi di canapa, mix di formaggi fermentati, curry caraibico con il “riso” di pastinaca irrorato con chutney di bacche di goji, batate arrosto con maionese al basilico, risotto con spirulina e pesto di ortiche, e tanto tanto altro. E chi invece è un gran amante delle colazioni, non rimarrà deluso perché oltre a diversi superfoods smoothies & juices, si possono ordinare crêpes crudista (sic!) oppure i classici inglesi rivisitati dalla cucina vegetale ai prezzi abbordabili.

London InSp App Platter

Grill Market Theobalds Road 10, Holborn, WC1X 8PN: in questo bellissimo spot potete ordinare un po’ di tutto, dalle colazioni supersalutari con porridge o centrifugato fatto al momento, ai dolcetti sia vegan che non, finendo a una varietà di insalate che si possono mixare insieme (cavolo riccio, quinoa, riso Venere, batate o funghi Portobello ripieni con pesto). E, se per caso, foste in compagnia di una persona che non è vegan, anche costui troverà qualcosina per sè, in quanto il menu è un mix tra vegan e quello di un fast food salutare.

Raw Press, Dover Street 32, W1S 4NE: questo bistrot caratterizzato da un accogliente ambiente minimalista, già dalle 8 di mattino, coccola la propria clientela con deliziosi centrifugati, caffè con latte di mandorla crudo, acque di cocco ai diversi gusti (come per esempio al matcha), colazioni e lunch salutari. Una volta ordinato, vi potrete sedere al grande tavolo comune provvisto di chiccosi toster e, nel mentre il vostro pane si scalda, potete rilassarvi alla grande ammirando come lo staff del locale si prende cura a realizzare la vostra richiesta. E, se per caso non aveste tempo di sedervi, potete portar via sia le bevande che il cibo impacchettati nelle belle bottigliette e scatole.

London RP

London RP water

Portobello Road Market Portobello Road, Nothing Hill, W10 5TA: ovvero tanti mercatini radunati in un solo posto, offrono un po’ di tutto – da frutta, verdura, prodotti da forno ad abbigliamento vintage, poster, e musica. Il giorno più consigliabile per farci un salto è il sabato perché, oltre alle bancarelle con street food e mercatino delle pulci, con un po’ di fortuna potete imbattervi in bizzari performers di strada. Camminando fra uno stand e l’altro, potrete sorseggiare del caldo vin bruleé e mangiucchiare non solo pasticcini vegan ma anche stufati vegetali, buonissimi falafel con salsa piccante al burro d’arachidi, oppure indulgervi con harissa e hummus o altre salse vegetali e, in più, risparimiare tanto.

Nama Talbot Road 110, Nothing Hill, W11 1JR (vicinissimo a Portobello Road Market): questo ristorante con cibo crudo artigianale è un vero must sulla lista di tutti i gastrofissati della cucina vegetale che si dirigono a Londra. Non appartiene di certo ai più economici ma vi garantisco che i piatti che serve non sono solo bellissimi a vedersi ma anche, e soprattutto, strabuoni! Tutte le pietanze presenti nel menu vengono fatte da prodotti biologici, sono prive di latticini, e crude –  la cosa incredibile è che non sembrano  essere tali! Se dunque aveste in mente di convertire un onnivoro, non dovreste far altro che portarlo propro qui. Vi dico solo che come dessert si possono ordinare Oreo crudi, cheesecake di mirtilli fermentati o, ancor meglio, una cremosissima torta al cioccolato e arancia che dopo il primo morso vi lasciera sbalorditi per un bel po’.

London Nama

Juice Baby King’s Road 398, Chelsea: è un piccolissimo bar che offre soltanto pietanze super salutari dalle batate, cavolo riccio, quinoa, avocado toast, pad thai crudo, per shortbread crudista, brownies, finendo al latte di mandorle alla vaniglia, ecc. Un gran vantaggio di quel posto è la possibilità di assaggiare dei dolcetti particolari in un ambiente molto accogliente e tranquillo, l’unica cosa è che i prezzi non sono bassi. Se vi va e non siete scoraggiati di spendere una ventina di sterline per due stuzzichini e una bevanda, andateci pure poiché è un posto perfetto per una merenda in una zona molto in voga, se avete però più fame, meglio andare a mangiare da un’altra parte.

London JB

Vantra Vitao Oxford Street 25-27, W1D 2DW: questo ristorante si trova proprio nel cuore della zona più commerciale di Londra, per cui potete andare a fare shopping e stare tranquilli di fare un pranzo o cena salutare nonostante apparente assenza di evidenti punti ristoro vegan. Dalle 12 alle 18 potete pranzare avendo a disposizione un gran buffet con cibi al 100% vegan, oppure dalle 18 fino alla chiusura, è possibile ordinare in un’atmosfera rilassante e vibrante una cena à la carte.

London VV

La Polenteria Old Compton Street 64, Soho, W1D 4UQ: qualora vi andasse non solo di consumare una pietanza nutriente, riscaldante servita sulla base di polenta, ma anche riportare qualche ispirazione su come rivisitare alcuni piatti tradizionali italiani, questo ristorante fa per voi. Il menu offre prodotti rigorosamente GMO free tra quali deliziose insalate, antipasti, portate principali e fantastici dessert, il tutto servito sulle carinissime stoviglie da uno staff simpaticissimo che parla, ovviamente, italiano.

London La Polenteria Vegan

Beatroot Cafe Berwick Street Market, 92, Soho, W1F 0QD: il cibo offerto da questo piccolo bar sito in uno dei quartieri più carini di Londra è al 100% vegetale e offre pietanze sia crude che cotte. Si possono ordinare non solo delle buonissime insalate ma anche salsicciotti vegan, patate gratinate, stufati vegetali, svariati cereali, dopodiché si possono portare via in una carina scatola o mangiarli direttamente lì. Questo punto ristoro offre anche specialità del giorno, come per esempio quiche, curry di ceci e buonissimi dolcetti vegan.

London BeatRoot