Tag: vegetale

Polpettone di cannellini con pera e arachidi

Polpettone su bruschetta

Una delle tante pietanze che non può mancare sulla tavola festiva a casa mia è proprio il polpettone. Quando ho smesso di mangiare la carne, pian piano ho scoperto sostituti che prima non avevo mai assaggiato e neppure immaginato di usare nella mia cucina: oltre a decine di diverse salse vegetali per bruschette e tartine, cotolette e crocchette, ho pure imparato a preparare dei polpettoni vegetali. Ho debuttato con uno stratosferico pâté di lenticchie e prugne secche e, dopo il successo che ha riscosso tra i miei famigliari, non mi sono più fermata sperimentando dei nuovi accostamenti.

La ricetta di oggi merita senz’altro di essere definita come una delle migliori che io abbia mai realizzato: il polpettone che ne viene fuori è raffinato, cremoso, si taglia benissimo, ancor meglio si spalma su una fetta di pane e sa meravigliosamente di pere e arachidi.

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Luoghi di perdizone vegan a Berlino

Berlin mapa

Vi piacerebbe avere quotidianamente la possibilità di prendere un soiaccino in ogni bar in cui entrate oppure mangiare burgers vegetali con bacon vegano in qualsiasi fast food in cui vi imbattete? Vorreste poter tranquillamente ordinare calamari di tapioka, bagles con avocado e frittata di tofu e uno tra decine di dessert crudisti, il tutto da portar via? E che cosa direste se fosse all’ordine del giorno farsi portare a casa pizza con filante mozzarella di riso? No, questa non è fantasia ma pura realtà – basta andare a Berlino.

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Granola fatta in casa

Granola 3

Siete fan dei muesli da mangiare a colazione? Vi è mai capitato di togliere i canditi dal mix di cereali oppure mangiucchiare solo alcuni ingredienti? O forse avete abbandonato del tutto l’idea di comprare cereali preconfezionati perché troppo dolci o perché ci trovate sempre qualche ingrediente che non vi piace? Ammetto di essermi trovata in tutte le situazioni elencate ed è proprio per questo che ho iniziato ad autoprodurre  la granola o, per dirla all’inglese, crunchy.

Ma che cos’è e perché lo faccio?

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Parmigiano vegetale

Parmigiano veg

Visto che recentemente le persone stanno diventando sempre più consapevoli che il consumo di corpi di animali e dei loro derivati non fa bene alla loro salute né a quella del nostro pianeta, è una buona idea quella di cercare delle gustose alternative. Ovviamente la ricetta di questo formaggio vegan non ripropone al 100% il gusto di quello di origine animale, se però vi piace essere aperti alle novità e sperimentare con dei nuovi gusti, questo è quello che fa per voi! È davvero gustosissimo e non perde il gusto umami*.
La prima volta che l’ho fatto stentavo a credere che potesse essere così buono: mamma mia! Da quel momento in poi il parmigiano animale per me sarebbe potuto anche scomparire! È buonissimo mangiato direttamente dal barattolo con un cucchiaino o con un dito, e la sua aggiunta sulla pasta, nelle insalate o sulle verdure arrosto fa invece perdere la testa!

 

per chi non lo sapesse, umami è uno dei sei gusti fondamentali percepiti dalle cellule recettrici specializzate presenti nel cavo orale umano. In lingua giapponese significa “saporito” e indica per la precisione il sapore di glutammato, che è particolarmente presente in cibi come la carne, il formaggio ed altri alimenti ricchi di proteine.

Ingredienti:
½ bicchiere di anacardi
½ bicchiere di mandorle pelate
3 cucchiaini di lievito alimentare in scaglie (ingrediente chiave)
1 pizzico di peperoncino
1 pizzico di sale integrale

Procedimento:
Mettete tutti gli ingredienti nel vostro frullatore o macinacaffè, quindi tritateli fino a quando non si riducono in polvere. Una volta pronto, conservatelo in un barattolino di vetro.

 

Parmigiano veg 1

Parmigiano veg 2

Parmigiano veg 3

Chips di cavolo nero al limone

Kale chips 6

Questa ricetta dimostra come un junk food possa trasformarsi in un cibo sano, nutriente e soprattutto, buono. Le chips vegetali possono essere fatte in realtà di tutti i tipi di verdure: per realizzarle vanno bene sia le loro foglie sia le radici. Se avete mai assaggiato patatine di carote alla cannella, quelle di topinambur con un leggero retrogusto di noci, oppure quelle di barbabietola al balsamico, concorderete con me che dopo aver realizzato ricette di questo genere, le patatine fritte commerciali a confronto sembrano davvero poco attraenti! E se provate a preparare queste chips di foglie di cavolo nero, vi garantisco che l’effetto vi sorprenderà alla grande!

Siamo soltanto all’inizio della stagione del cavolo nero (famoso in Italia soprattutto per la preparazione della tipica “ribollita” toscana), la quale durerà tutto l’autunno e l’inverno. Per questo, prima che arrivi l’ora di cucinare zuppe, casseruole, stufati, vale la pena procurarsene almeno un mazzetto e provare a fare queste fantastiche chips. Come farle? Una volta separate le foglie dalle coste e una volta mondate a pezzetti più piccoli, conditele con olio d’oliva e peperoncino, e infornate per qualche minuto: diventeranno dei croccanti snack che rischiano di creare dipendenza… Facile, nevvero?

Ingredienti:
un mazzo di cavolo nero
¼ di cucchiaino di peperoncino
½ cucchiaino di sale
scorza grattuggiata di ½ limone
1 cucchiaio di olio evo

Procedimento:
Scaldate il forno a 150 °C. Lavate il cavolo nero con l’acqua fredda, quindi asciugatelo per bene (importatissimo – solo così avete la garanzia che le chips saranno ben croccanti), e privatelo delle coste. Tagliate il cavolo in pezzi grossolani, quindi conditelo con l’olio d’oliva, il peperoncino, il sale e la scorza di limone. Per far sì che tutti gli ingredienti si uniscano, massaggiate delicatamente il vostro cavolo con le mani, quindi disponetelo in un unico strato su una teglia foderata con carta da forno.
Lo step finale è quello di infornare le chips a 150 °C per 3 – 5 minuti fino a quando non saranno croccanti (attenti a non bruciarle). Ripetete l’operazione nel caso non siate riusciti a metterle tutte su una sola teglia.
Una volta cotte, fatele freddare, quindi servitele con salse vegetali, come per esempio hummus, guacamole o baba ghanoush

Kale chips 3

Kale chips 5

Shake di miglio con lamponi

shake di miglio

Tempo fa ho condiviso con voi la ricetta per i cannelloni ripieni di miglio e zucca, i migliori vegeburger al miglio e carote, e addirittura per il pudding di miglio e burro d’arachidi – è dunque ora di postare la ricetta per il frullato di miglio. È così cremoso, denso e dolce che nessuno riesce a indovinare di che cosa è fatto.

–          Oh mamma, ma quanto è buono! Che c’è dentro, mascarpone?
–          No.
–          Panna?
–          … No.
–          Lo so, allora panna cotta!
–          …. Nono.
–          Allora forse…
–          Non ci provare, non ce la farai mai a indovinare!

Saranno gli ultimi giorni in cui è ancora possibile realizzare la ricetta per il frullato al miglio con i lamponi freschi, per cui sbrigatevi e fatelo domani a colazione. E se, nonostante tutto, non riusciste a trovarli più dal vostro venditore di fiducia, potete benissimamente sostituirli con qualsiasi altro tipo di frutto di stagione. Fichi, prugne, zucca, pesche, melone – va bene ogni specie di frutta, non avete dunque nessuna scusa. Andate solo a comprare i vostri ingredienti preferiti e mettetevi al lavoro!

Ingredienti:
2 bicchieri di latte vegetale (io uso quello di soya o di mandorle)
1 bicchiere di lamponi freschi oppure di altra frutta stagionale
2/3 di bicchiere di miglio cotto (ossia 1/3 di bicchiere di quello secco*)
10 datteri
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaio di olio di cocco

Procedimento:
Coprite i datteri con l’acqua calda e lasciateli ad ammollare per 15 min, quindi scolateli e metteteli insieme agli altri ingredienti nel contenitore del vostro frullatore ad immersione.
Rendete in purea il tutto fino a ottenere una crema omogenea.
Quando il vostro frullato sarà pefettamente liscio, versatelo nei bicchieri, quindi bevetelo con una cannuccia. Si gusta benissimo se servito con l’aggiunta di altra frutta fresca.

*Per maggiori dettagli su come cuocere il miglio cliccate qui.

shake di miglio 1

Shake di miglio 3

Last month

L’estate non è ancora finita del tutto ma purtroppo i miei ultimi giorni di ferie stanno correndo verso la fine… Cerco di godermeli viaggiando un po’, stando il più possibile fuori con le persone a cui voglio bene o, semplicemente, a tu per tu con me stessa (d’altronde adoro i miei rendez-vous solitari!). Anche se davanti a noi ci sono ancora altri 26 giorni di estate astronomica, nella mia cucina è già inziato un piccolo movimento legato alle stagioni a venire: serve a conservare i profumi dell’estate sotto forma di composte di frutta, marmellate, passati di verdure, ecc. Spero che lo stato d’animo estivo accompagnerà al più lungo anche voi! E intanto vi invito a vedere le foto dell’utlimo mese 🙂

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1. Lamponi e more raccolti sulla terra materna 2. Una new entry per la mia collezione dei libri di cucina vegetale 3. Un fine settimana al mare in Toscana 4. I nuovi membri di famiglia

 

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1. Pizza night (veg ovviamente! :)) 2. More del mio giardino 3. Una serata estiva sulla terrazza di una mia amica di Varsavia 3. Workshop di cucina vegetale a Varsavia

 

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1. Fresche nocciole polacche 2. Cenone vegan 3. Bellissime zucche locali 4. Torta agli spinaci (sic!)

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Un giretto per vintage shops a Varsavia

Last month Berlin

1. I cerchietti segnati con la penna rappresentano alcuni posti della mia perdizione vegan a Berlino 2. Una merenda alla pasticceria tutto vegan nella zona Kreuzberg 3. Caffè e libri – uno dei miei modi preferiti per passare tempo libero 4. Mercato Wochenmarkt famoso per il suo street food.

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 1. Della serie: una giornata di nonpioggia non va passata a casa 2. Bevande bio 3. Un baretto a Berlino che vende solo piatti vegan (buonissimi tra l’atro) 3. Mercato turco del venerdi, sempre a Berlino.

Baba ghanoush perfetta

Baba ganoush 1

Se non esistessero le salse vegetali, abbandonerei sicuramente l’abitudine di mangiare il pane. La salsa di melanzane arrosto, subito dopo l’hummus e il guacamole, è una delle mie preferite. A seconda che si tratti di cucina libanese, egiziana o araba, mi imbatto in un nome, spezie e modi di servirla diversi. Per quanto riguarda il mio modo di mangiarla, mi piace abbinarla con le erbe aromatiche, come per esempio il prezzemolo, il coriandolo, le olive nere oppure il melograno.

Ingredienti:
3 melanzane
3 spicchi d’aglio
6 cucchiai colmi di tahina (crema preparata con semi e olio di sesamo, ho spiegato qui come prepararla)
6 cucchiai di succo di limone
1 pizzico di cumino tostato e poi pestato in un mortaio
3 cucchiai di olio evo
sale e pepe qb

Procedimento:
Tagliate a metà le melanzane e infornatele per 20- 30 minuti a 180° (potete anche lasciarle intere ma il tempo di cottura si prolungherà  notevolmente). Una volta cotte le melanzane, ricavatene la polpa, conditela con il cumino, il succo di limone, l’olio, il sale e il pepe, dopodiché aggiungete la tahina e l’aglio e frullate il tutto fino a ottenere una crema omogenea. Dopo aver amalgamato tutti gli ingredienti, potete servirla con del buon pane integrale, la pita o la piadina, concludendo con una spolverata di ingredienti che più vi piacciono (erbe, semi, spezie).

Baba ganoush - materia prima

 

Baba ganoush

Involtini di zucchine alla ricotta vegetale

Involtini con ricotta vegetale 2

I miei antipasti preferiti? Il carpaccio di bietole arrosto durante l’inverno, gli spring rolls con croccanti verdure novelle in primavera, e in estate gli involtini di zucchine con ricotta vegan.

L’idea per gli involtini di zucchine ripiene di feta o di Philadephia non è in sé una novità, ma provate a servirli con del formaggio vegetale: sono molto meglio!

A maggio vi ho mostrato come preparare una dolce ricotta vegan di mandorle, oggi invece mi piacerebbe codividere la ricetta per un formaggio vegetale salato con la base di anacardi. Una volta pronto, mi piace moltissimo abbinarlo a basilico o ad altre erbe aromatiche, e a un battuto di pomodori secchi e olive verdi. Il tocco finale sta nell’aggiungere una manciata di lievito alimentare, che rende il ripieno di questi involtini molto più particolare, dandogli un leggero retrogusto “formaggioso”.

Ingredienti per 20 involtini:
3 zucchine medie
1 bicchiere di anacardi, messi a mollo per una notte intera in acqua fredda oppure per un’ora nell’acqua bollente
6 cucchiai di succo di limone
6 cucchiai di latte vegetale
4 pomodori secchi all’olio
10 olive verdi
1 spicco d’aglio
una manciata di basilico oppure altre erbe aromatiche
2 cucchiai di lievito alimentare (opzionale)
sale e pepe macinato al momento qb

Procedimento:
Lavate e sbucciate le zucchine, quindi tagliatele alla julienne servendovi di un pelapatate (quelle con i semini mettetele da parte).
Sciacquate gli anacardi messi a mollo precedentemente, dopodiché frullateli insieme al succo di limone, al latte vegetale, ai pomodori secchi, alle olive, al lievito alimentare e all’aglio e le erbe. Frullate fino a ottenere una crema omogenea e aggiustate di sale e pepe. Una volta pronta la ricotta vegetale, spalmatela sulle fette di zucchine, quindi chiudete in un involtino stretto. Disponete i vostri involtini su un piatto da portata, e mettete in frigo per un’oretta. Servite come antipasto sulle fettine di baguette abbrustolita, aggiungendo sopra un po’ di rucola o altre erbe aromatiche.

Involtini con ricotta vegetale 3

Un peccato vegano: snickers

VegSnickers

Sì, è vero, ho realizzato una ricetta non proprio salutare e dietetica, in quanto piena di farine di vario genere. Nonostatnte questo non me ne pento e assicuro a tutti che questa è la ricetta migliore per una torta vegana alle noci. E anche se non ha proprio lo stesso gusto dello snickers comprato al supermercato e non è ricoperta dal cioccolato, non è meno buona. Forse a questo punto dovrei nominarla semplicemente torta alle noci, ma per la sua golosità, snickers gli si addice molto meglio.
Prima di diventare vegana, avevo preparato questa torta nelle molteplici versioni e la mangiavo molto spesso e volentieri. Tempo fa ho deciso però di veganizzare la ricetta originale, la quale conteneva le uova e il miele, sostituendo queste prime con la farina di soia, e il miele invece con la melassa (anche se con lo sciroppo d’acero non è da meno). Secondo me, la versione vegana di questa torta merita una bella medaglia d’oro.

Ingredienti per l’impasto:
500 gr di farina
200 gr di zucchero di canna
2 cucchiai di melassa
200 gr di olio di cocco
2 cucchiai di farina di soya mescolati con 2 cucchiai di acqua tiepida
1 cucchiaio di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di latte vegetale

Ingredienti per la glassa alle noci:
100 gr di zucchero
120 gr di olio di cocco
2 cucchiai di melassa
300 gr di noci

Ingredienti per la crema:
150 gr di zucchero
200 gr di olio di cocco
semini di un baccello di vaniglia
½ litro di latte vegetale
2 cucchiai di fecola di patate
2 cucchiai di farina di frumento

Procedimento:
In un piccolo pentolino scaldate la melassa; in una ciotola mescolate il bicarbonato di sodio e il sale con il latte freddo, quindi aggiungete la melassa e gli ingredienti rimanenti e lavorate per bene. Suddividete l’impasto in due, stendete ogni pezzo con un mattarello in modo tale che abbiano la stessa dimensione. Ricoprite due teglie rettangolari dalla stessa dimensione con la carta da forno, quindi rivestitele con l’impasto, premendo con delicatezza.
Preiscaldate il forno a 180° e nel frattempo preparate la glassa con le noci: mettete tutti gli ingredienti in un pentolino dal fondo spesso e scaldate piano piano mescolandoli di tanto in tanto fino a quando non ottenete una glassa omogenea e uniforme. Una volta pronta, versatene metà su ogni torta, quindi infornatele per 20 – 30 minuti fino a quando diventano cotte e le noci sopra dorate.

Procedimento per la crema: 
Mescolate entrambe le farine, quindi scioglietele aggiungendo pian piano 250 ml di latte freddo.
In un pentolino, fate bollire il latte rimanente e, quando diventerà caldo, aggiungete pian piano quello freddo con le farine e aumentate il fuoco, mescolandolo per tutto il tempo. Quando la crema diventerà densa e si trasformerà in un budino, aggiungete cucchiaio a cucchiaio l’olio di cocco e l’essenza di vaniglia, non scordandovi di mescolare sempre.

Una volta raffreddate le torte, stendete la crema su una di loro, quindi ricoprite con l’altra e mettete da parte in un posto freddo. È meglio tagliarla il giorno successivo in quanto diventa più compatta con il tempo.

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